L' uso di connessioni di rete come il Bluetooth o il Wi-Fi hanno aumentato esponenzialmente i rischi.
Qualche mesa fa stavo viaggiando su un Eurostar nel nord Italia e ho notato, tra le connessioni Wi-Fi disponibili, una strana rete: "Wi-Fi free Internet by Trenitalia". Prima di farmi prendere dalla smania di approfittare del collegamento gratuito ho chiesto informazioni al controllore.
Non gli risultava che ci fosse alcuna rete gratuita attivata dalle ferrovie.
E' bastato poi muovermi lungo il treno per capire che si trattava semplicemente di qualcuno che, con il proprio portatile, aveva creato una rete "point-to-point" e che attendeva che i pesci abboccassero all' amo per accedere alle loro risorse condivise e analizzare il loro traffico.
Il trasferimento dati tra il laptop e il cellulare via Bluetooth è decisamente comodo e finalmente si possono evitare quei fastidiosi cavi. Bastano però programmi piuttosto semplici da recuperare come Blitzkrieg, BlueDiving o BlueBugger per far sì che un malintenzionato possa accedere alla nostra rubrica, alle nostre foto e a tutti i file salvati sul cellulare.
E' chiaro che non tutti i dati sono sensibili e che non ha senso crittografare l' intero disco fisso o disattivare completamente ogni forma di connessione radio.
Le connessioni senza fili portano con sè una indiscutibile comodità d' uso, ma bisogna sempre attivarne la crittazione e, nel caso del Bluetooth, l' invisibilità verso i dispositivi non registrati.
La conoscenza è il primo fondamentale passo verso la sicurezza.
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